Era il lontano 1996 quando Eidos Interactive spopolava col primo episodio della fortunata serie adventure in 3D dedicata agli archeomisteri. Un nuovo tema narrativo insaporito da una protagonista di grande appeal e supportato da un gameplay rivoluzionario: così si guadagnò il successo Tomb Raider, uno dei brand videoludici più famosi della storia. Ma i tempi dell’inquietante maggiordomo che ci seguiva con la sua estenuante lentezza fra i labirinti di casa Croft facendoci sussultare già nei semplici tutorial sono ormai lontani. E con lui non se ne sono andate solo un paio di taglie del reggiseno dell’avvenente eroina, ma anche il sapore originale che caratterizzava la saga. Meno action adventure e più survival è l’indirizzo che gli sviluppatori di Crystal Dynamics sembrano preferire per il gameplay di questo nono capitolo della serie che col suo titolo pulito pulito ci ricorda voler essere il primo vero reboot di Tomb Raider. Fin dove si spinge dunque il desiderio di innovazione di Eidos Interactive? Vediamo un po’ come si presenterà questa nuova Lara Croft in versione Nathan Drake.
…e d’altra parte evitare il paragone con la serie Uncharted è davvero impossibile. Enigmi, archeologia, QTE, foreste, pareti da scalare: dal setting allo stile dei personaggi, dal comparto tecnico (ancora di rifinire) alle meccaniche del gameplay, tutto ci ha ricordato i capolavori di Naughty Dog. Ma tutti devono pur campare, quale scelta migliore dunque per Crystal Dynamics se non omologarsi agli studi di mercato per adattare i prodotti alle esigenze del pubblico?
La prima a farne le spese naturalmente è stata quella bomba sexy di Lara. Dell’impavida ricercatrice con attributi più maschili che femminili (ad esclusione delle sue curve mozzafiato ovviamente) non è rimasto nulla, nemmeno le doppie pistole. Probabilmente il pubblico maschile di oggi preferisce immedesimarsi in colui che farà le scelte giuste per salvare la vita di un angelo indifeso piuttosto che calarsi nei panni di un personaggio tutt’altro che omologabile, anzi piuttosto ambiguo, come poteva essere la vecchia Lara Croft. Un pretesto narrativo fra i più usati nei reboot è quello di tornare là dove tutto è iniziato o magari qualche anno prima degli eventi narrati dal primo esodio della serie per poter riscrivere le premesse di un intero arco narrativo.
Gli eventi iniziano appena dopo la laurea di Lara. Cresciuta in una ricca famiglia dell’alta borghesia, la protagonista è tutt’altro che interessata ad una vita fatta di sfarzi e comodità, dunque decide di imbarcarsi sull’Endurance, nave di salvataggio capitanata da un autorevole cacciatore di tesori. La rotta prevista dovrebbe condurre i passeggeri fino alla flotta perduta del leggendario Kublai Khan, ma, giunta in acque giapponesi , l’Endurance viene travolta da una terribile tempesta costringendo Lara a ripararsi su di un’isola situata nella regione del Triangolo del Drago. Il viaggio che avrebbe dovuto portare la giovane studiosa di archeologia ad affermarsi nel mondo si trasforma così in un vero e proprio viaggio di formazione che temprerà una volta per tutte la fanciulla indifesa che abbiamo conosciuto all’inizio dell’avventura determinandone una crescita interiore che sarebbe stato impossibile prevedere. Il tema centrale della storyline di Tomb Raider sarà dunque il percorso di maturazione della giovane Lara Croft.
Quindi il cambiamento di Lara non sarà solo esteriore (un viso totalmente rimodellato e delle forme molto meno imponenti che in passato) ma coinvolgerà soprattutto la caratterizzazione dai lati più intimi della persona. Il risultato sarà una creatura fragile e inesperta che non aveva mai conosciuto la morte così da vicino e che ora si trova costretta ad ammazzare per sopravvivere utilizzando (almeno all’inizio) oggetti di fortuna. Il produttore esecutivo Ron Rosenberg ha affermato che “mentre i giocatori comandano Lara, non cercano di identificarsi con lei, ma scatta in costoro un istinto di protezione. La dinamica consiste nel vivere l’avventura con lei e cercare di proteggerla.” In questo nono episodio dunque il personaggio di LaraCroft lascia spazio ad un’immagine femminile che, per quanto determinata e capace, esprime tutta la sua vulnerabilità. “Viene trasformata letteralmente in un animale braccato” continua Rosenberg “è un passo molto importante della sua evoluzione: deve battersi altrimenti morirà. Non vogliamo eccedere senza un motivo, non vogliamo sconvolgere il pubblico solo per il gusto di farlo. Vogliamo narrare un bel percorso di formazione.”
Il materiale più interessante riguardo al reboot di Tomb Raider sono i corposi filmati di gameplay presentati all’E3 di quest’anno. Appena dopo il naufragio Lara si risveglia sull’isola verosimilmente sprovvista di armi oltre che di ogni bene utile alla sopravvivenza. Un ben strutturato sistema delle abilità farà in modo che molti dei posti inclusi nella mappa open world dell’isola siano accessibili solo in seguito all’apprendimento delle nuove skill, dinamica questa che si ricollega alla crescita del personaggio tipica degli RPG e che riteniamo davvero azzeccata in un survivaldi formazione. Lara imparerà a fare un sacco di cose, come ad esempio costruirsi da sola delle armi. La componente della sopravvivenza è fortissima, dunque gli aiuti in cui vi imbatterete saranno ridotti al minimo.

Tomb Rider - Acqua e fuoco sono elementi continuamente ricorrenti nel mondo creato da Crystal Dynamics
Sostanzialmente il gioco è dunque un survival free roaming con un’offerta ludica unicamente in singlepalyer. L’impressione è quella di una totale libertà di movimento, cosicché vi saranno un gran numero di strade per raggiungere lo stesso posto così come potrete sperimentare diversi modi per scalare una montagna. Sarà inoltre presente un ciclo giorno/notte che acquisterà ulteriore valore in determinati frangenti in cui vi converrà adottare un approccio stealth approfittando del calare delle tenebre. Gli ugrade sono numerosi e appaganti: armi, tecniche di combattimento, munizioni, abilità varie vi consentiranno di sperimentare la sensazione di crescita del personaggio. Portando a termine le side quest proposte acquisirete punti esperienza fondamentali per collezionare nuove abilità. Esistono diversi livelli di abilità, dalle più elementari alle più difficili da ottenere: così partirete dal potenziare armi rudimentali e raccogliere erbe fino ad ottenere skill come la Survivor View che vi permetterà di individuare animali da cacciare o da cui stare ala larga..
Le numerose side quest costringeranno il gameplay a riprendere una linearità tipicamente action costellata di QTE ben realizzati e ben inseriti nel contesto di gioco. Si sa ancora poco delle armi che si avranno a disposizione, ma sembra che la mira automatica di tutte le precedenti edizioni sarà sostituita con una mira libera. Comunque gli scontri a fuoco saranno meno frequenti degli scontri corpo a corpo o del ricorso alle armi bianche come l’arco. In molte occasioni sarete costretti ad ingegnarvi per sconfiggere un numero di nemici troppo grande per le vostre possibilità: in una scena di gameplay ad esempio Lara usa le lampade ad olio per ustionare i nemici o lancia frecce incendiate per far esplodere delle taniche di benzina. Uccidendo i nemici guadagnerete dei Killing Point che ancora non sappiamo come potranno essere utilizzati.
Il level desing è sublime, con ambienti di gioco incredibilmente dettagliati e realistici. In più sono stati disseminati qua e là un sacco si segreti tutti da scoprire che incentiveranno ulteriormente ad approfondire le esplorazioni. Reperire nuovi artefatti vi farà accedere a nuove informazioni e, in tutta probabilità, a contenuti sbloccabili. Anche l’interattività degli scenari è eccezionale: non indugiate dunque su elementi architettonici pericolanti perché potrebbero crollare, inoltre non approfittate troppo a lungo di coperture come muretti rovinati o barili perché non resisteranno a lungo agli attacchi dei nemici.
L’engine utilizzato da Crystal Dynamics. ha una resa grafica e fisica davvero eccezionale, anche se è presto per dire se sarà in grado di superare i livelli di Unchartded. L’effetto ottenuto dagli sviluppatori è un livello di realismo che dona tangibilità ad ogni momento del gioco. La fluidità del prodotto è costante anche quando aumenta il numero delle presenze a schermo o quando gli effetti particellari e di luce sono molto sfruttati, come ad esempio in caso di un’esplosione o nel corso di una sparatoria.
Dobbiamo essere sinceri, l’affetto che abbiamo nutrito per Lara Croft in questi lunghi quindici anni che ci separano dall’uscita del primo Tomb Rider hanno fatto in modo che restassimo un po’ basiti di fronte alla dolce e tremante fanciulla dagli occhi azzurri che dopo tutti questi lifting stentiamo a riconoscere come la protagonista del gioco. Ciò non toglie che il reboot di Tomb Raider è una delle uscite più attese dal pubblico perché si inserisce in una nuova categoria videoludica inaugurata da Uncharted che riassume un gran numero di tipologie di gameplay per creare qualcosa di veramente unico. Un po’ free roaming, un po’ TPS, un po’ action, un po’ stealth, un po’ RPG ma soprattutto molto survival, il nono capitolo di Tomb Raider si propone con una storyline convincente, un comparto tecnico da sogno e una regia impeccabile sempre intenta a sottolineare la spettacolarità dell’azione e il colpo d’occhio offerto dagli scenari. Non resta dunque che aspettare fino al 5 marzo del prossimo anno per l’uscita del gioco su PC, PlayStation 3 e Xbox 360.
Lorenzo Carulli


